SE IL TRANSUMANESIMO FOSSE UNA SCELTA? LA RETRO-INGEGNERIZZAZIONE DELL’AKASHA E’ PREVISTA DA GOOGLE RAYMOND KURZWEIL.
Abbiamo intrapreso come specie, una strada che proumuove lo sviluppo informatico del cloud (nuvola digitale). Se ci pensiamo, quest’ultimo sviluppo tecnologico non è null’altro che una retro-ingegnerizzazione – limitata, e controllata - di ciò che nella cultura sanscrita si identifica come registri akashici, o memoria del piano astrale: Una memoria collettiva a cui il singolo complesso di coscienza può attingere, per acquisire/depositarvi informazioni.
Con l’impiego della nanotecnologia, l’utilizzo di tale sviluppo informatico sarebbe accessibile direttamente col pensiero, senza alcuna necessità di utilizzare uno schermo o qualsiasi interfaccia esterna; Nel 2013 Raymond Kurzweil, inventore, informatico e saggista statunitense pioniere nei campi del riconoscimento ottico dei caratteri ha affermato che i nanobot entreranno nel nostro organismo nei prossimi 15 anni: “Le nano-macchine arriveranno al nostro cervello attraverso i capillari e creeranno un’estensione di collegamento tra la nostra neocorteccia (sede delle funzioni cognitive superiori) e una neocorteccia sintetica connessa al cloud digitaleâ€. Secondo Google, per l’anno 2030 se avremo bisogno di un po’ di ‘neocorteccia extra’, potremo collegarci direttamente al cloud dal nostro cervello e il nostro pensiero, a quel punto, sarà un ibrido tra biologico e non-biologicGoogle’s Ray Kurzweil says humans will have ‘hybrid’ cloud-powered brains by 2030, Russian Today, 4 giugno 2015). “Stiamo andando a mettere una porta d’ingresso al cloud nel nostra mente, e assisteremo al graduale incremento delle nostre facoltà che ci porterà alla fusione con le macchine. Dal mio punto di vista, la natura dell’essere umano è quella di trascendere le sue limitazioni†(ibidem.) Kurzweil ha anche realizzato un film, e scritto diversi saggi sull’imminente avvento del transumanesimThe Age of Spiritual Machines: When Computers Exceed Human Intelligence (200, The Singularity Is Near: When Humans Transcend Biology (2006), Transcend: Nine Steps to Living Well Forever (201, How to Create a Mind: The Secret of Human Thought Revealed, 2013) e, secondo i suoi meticolosi calcoli, l’intelligenza artificiale supererà quella umana entro il 2045. Tra gli obiettivi dichiarati del transumanesimo c’è addirittura l’immortalità cibernetica, ovvero l’idea di trasferire e fondere la nostra coscienza in un cloud che le consente di sopravvivere alla morte del corpo biologico per poi passare alla guida di altri “avatar†nel nostro o in altri mondi virtuali (Nelson R. Kellogg, Cybernetic Immortality and its Discontents, Theology and Science, 17 aprile 2015). Data l’immediatezza e il controllo che si può sviluppare su tali tecnologie le potenzialità sono enormi, ma altrettanti i pericoli. Solo se il transumanesimo fosse uno stile di vita scelto nel rispetto del proprio, e l’altrui libero arbitrio, costituirebbe un progresso tecnologico funzionale all’evoluzione della specie, piuttosto che alla sua sottomissione.
Michele DI TACCHIO
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